
PREMESSA
Il nuovo
numero della newsletter (4) è interamente dedicato al Piano Programmatico
Triennale, approvato dal Consiglio di Amministrazione
della Farmacap il 20 aprile scorso.
E' diviso
in sei paragrafi e rappresenta lo sforzo di individuazione
dei principali indirizzi che l'Azienda dovrà seguire nei prossimi tre anni, le
linee-guida che consentiranno a questa Azienda di essere più moderna ed
efficiente continuando allo stesso tempo a sviluppare progetti sul terreno
della solidarietà.
E',
certamente un progetto ambizioso, ma nel contempo vi è
la certezza assoluta che le professionalità e le disponibilità presenti in Farmacap ne permetteranno la piena realizzazione.
NEWSLETTER n° 4
PIANO
PROGRAMMA FARMACAP 2007-2009
Sommario:
DALLA DISTRIBUZIONE DEI
FARMACI ALLA NUOVA FARMACIA
IL SETTORE
EDUCATIVO VERSO I SERVIZI INTEGRATI
LA
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Farmacap
nella sua azione deve porsi l’obiettivo di creare un rapporto più stretto tra i
cittadini e l’area
dell’intervento pubblico. Il suo obiettivo non può essere soltanto il risultato
di bilancio, ma anche e principalmente quello della creazione di valore per il
cittadino. Fondamentale in questo senso è il concetto di qualità da applicare a
tutti i campi in cui Farmacap opera, e a qualsiasi
livello della catena di produzione dei servizi. La
qualità può essere perseguita in vari modi (con interventi sugli obiettivi,
sulla struttura, sulla sua filosofia di intervento),
ma deve rimanere l’obiettivo fondamentale. Solo così l’azienda Farmacap potrà continuare ad essere un
azienda veramente competitiva nei mercati in cui opera e potrà servire
il cittadino con un servizio che sia pienamente soddisfacente rispetto alle
attese. Se si saprà applicare la qualità a tutti i
livelli, il risultato di bilancio, coerentemente con una sana e corretta
gestione, non sarà una necessità ma una conseguenza, con la prospettiva di
realizzazione di proventi da utilizzare anche per migliorare le attività
attuali o progettarne altre.
Un servizio di qualità erogato da un’azienda pubblica porta inoltre il
cittadino ad avere maggior fiducia nell’intervento pubblico, migliorando il
rapporto tra persone ed istituzioni.
Farmacap deve
intensificare i rapporti con altre realtà simili in Italia e anche in Europa.
La dimensione competitiva di Farmacap passa infatti anche per la sua capacità di sapersi rinnovare
rispetto alle mutate esigenze dei mercati in cui opera, e la possibilità di
poter avere intensi confronti con altre realtà può portare ad un proficuo
interscambio in termini di metodologia di lavoro, definizione di nuove
strategie e/o riformulazione di quelle già esistenti.
Una grande azienda come Farmacap
non può non porsi il tema di come svilupparsi. Le direttrici dello sviluppo di Farmacap devono anzi essere un punto centrale pari alle
esigenze di bilancio. Uno sviluppo che possa passare anche
per soluzioni d’avanguardia. Fondamentale deve essere la capacità
d’analisi dei mercati in cui opera, così da riuscire ad intuire le
modificazioni che vi avvengono e saper anticipare (anche con spirito
pionieristico) le tendenze che si manifestano nella società e nell’utenza. Grande attenzione deve essere quindi rivolta al flusso delle
informazioni provenienti dalla struttura, attraverso un puntuale sistema di
gestione, e l’utilizzo degli indici più adatti a ricavarne le opportune chiavi
di lettura, anche attraverso il coinvolgimento dei dipendenti in attività di
monitoraggio, periodiche e specifiche, riguardo alcune caratteristiche
dell’utenza.
Oltre all’attenzione al flusso informativo interno, grande
attenzione va anche rivolta al flusso esterno. In questo senso un
maggiore rapporto con le istituzioni può portare a cogliere in maniera più
puntuale le modificazioni legislative e/o le possibilità di
ottenere risorse per le attività in cui opera l’azienda, anche attraverso forme
di collaborazione con esperienze del privato sociale.
I settori di attività attuali di Farmacap sono essenzialmente tre: quello farmaceutico, che
rappresenta il core business aziendale, quello sociale, la cui attività
prevalente è quella della teleassistenza – telemonitoraggio – telecompagnia rivolta agli anziani, e quello educativo,
rivolto all’infanzia. Si sta sperimentando un’attività di mediazione culturale
rivolta agli immigrati, presso
DALLA DISTRIBUZIONE DEI FARMACI ALLA NUOVA FARMACIA
Occorre sviluppare l’attività dell’Azienda nel settore, anche la fine di
contrastare la contrazione dei ricavi di derivazione S.S.N. causati dal taglio
della spesa pubblica farmaceutica.
Ciò significa agire su tre piani.
Il primo è quello dell’ampliamento e dell’adeguamento della rete delle
farmacie secondo la previsione della pianta organica in vigore (che prevede
l’apertura di dieci farmacie comunali), che l’Azienda sta già perseguendo: è
prossima l’apertura delle sedi di Viale della Primavera (VI Municipio – ASL
RMB) e di Via Kant (V Municipio – ASL RM B), cui
seguirà nel corso del 2007 l’avvio di altre tre nuove
sedi, per giungere nel corso del 2008 al completamento delle dieci aperture
previste. Sarà necessario valutare – ad esito del processo di
approvazione della nuova pianta organica – l’esistenza di ulteriori
potenzialità di sviluppo. Così sul piano dell’adeguamento – sul piano
dell’aumento della superficie dei locali e del miglior posizionamento
degli esercizi – l’Azienda ha già avviato il proprio programma con l’apertura
della nuova sede nel quartiere Casalotti (XIX
Municipio ASL RM E), cui seguirà una corposa serie di interventi.
Il secondo terreno è quello della valorizzazione dell’attività
commerciale diversa dai farmaci prescrivibili a carico del servizio sanitario
nazionale, agendo su una serie di prodotti che incontrano un sempre maggiore
interesse in relazione ad una evoluzione della domanda
di benessere da parte della collettività (dai prodotti dietetici al settore
dell’estetica, al rilancio dell’intervento a servizio dei nuovi nati con la
prossima presentazione delle iniziative per il 2007-2008 della Baby Card). In
tal senso
Il terzo elemento è quello delle nuove e più articolate funzioni delle
farmacie, secondo il piano in via di elaborazione da
parte del Ministero della Salute anche sulla base delle indicazioni provenienti
da parte delle rappresentanze di categoria e della Federazione nazionale degli
Ordini. Le farmacie vanno infatti intese quali uno
degli anelli che contribuiscono al perseguimento degli obiettivi del servizio
sanitario nazionale, e devono per ciò divenirne presidi polifunzionali, agendo
nei settori del supporto anche organizzativo all’assistenza domiciliare
integrata, dell’attività di primo soccorso, dell’analisi di laboratorio di
prima istanza, del supporto all’attività del medico di medicina generale ai
fini del monitoraggio dell’utilizzazione dei farmaci prescritti, dell’attività
di educazione sanitaria.
Le farmacie aperte al
pubblico, pubbliche e private, contribuiscono al perseguimento degli obiettivi
del Servizio sanitario nazionale. Oltre ad assicurare l'assistenza farmaceutica
agli aventi diritto nel rispetto della normativa in
vigore, esse dovrebbero svolgere altre attività, in particolare, nei seguenti
settori: supporto anche organizzativo
all'assistenza domiciliare integrata per i pazienti residenti nell'ambito della
sede farmaceutica di rispettiva pertinenza; attività di primo soccorso
attraverso interventi di mediazione semplice e la messa a disposizione e l'uso
di apparecchiature quali defibrillatori e elettrocardiografi; analisi di
laboratorio di prima istanza; supporto all'attività del medico di medicina
generale ai fini del monitoraggio dell'utilizzazione dei farmaci prescritti; attività di educazione sanitaria al pubblico
sulla base della programmazione regionale o di accordi con le competenti
autorità comunali.
L'attività di supporto
all'assistenza domiciliare integrata si potrebbe svolgere sulla base di specifici accordi con l'azienda sanitaria o
ospedaliera responsabile dell'assistenza domiciliare integrata.
Le attività di primo
soccorso potrebbero essere svolte anche con l'ausilio di personale
infermieristico. Vanno stabilite le condizioni di utilizzazione
delle apparecchiature utilizzate nelle attività di primo soccorso, restando in
ogni caso esclusa l'interpretazione dei parametri clinici rilevati che resta
riservata al medico. I farmacisti che abbiano seguito
uno specifico corso potrebbero essere autorizzati ad utilizzare il defibrillatore
disponibile in farmacia. La farmacia in grado di svolgere le prestazioni di
pronto soccorso andrebbe contraddistinta da una insegna
luminosa da tenere accesa durante l'orario di apertura recante l'indicazione
“Farmacia di primo soccorso”.
Le attività di analisi di laboratorio di prima istanza dovrebbero
svolgersi nei limiti e alle condizioni stabilite dal Ministero della Salute, restando in ogni caso
esclusa l'attività di prelievo di sangue o plasma mediante siringhe.
L'Azienda sanitaria
dovrebbe poi regolare le attività di educazione
sanitaria al pubblico mediante accordi con i farmacisti e contestuali accordi
con medici di medicina generale.
Infine le attività di analisi
di laboratorio e di primo soccorso potrebbero essere svolte come prestazioni libero
professionali senza pregiudizio per l'utente di ottenere la prestazione a
carico del Servizio sanitario nazionale, ove prevista.
Le farmacie pubbliche poi, possono divenire veri e
propri sportelli di segretariato sociale, rivolto in particolare ad anziani ed
immigrati, e presidio per l'integrazione socio-sanitaria. Nel Lazio ancora oggi
non si pratica tale integrazione, se non in qualche piccola situazione
assolutamente sperimentale, affidata alla buona volontà degli operatori dei due
sistemi, quello sanitario e quello sociale territoriale.
Nelle farmacie pubbliche deve quindi potersi utilizzare
personale diverso dai farmacisti, con particolare riferimento a professionisti
della mediazione sociale e culturale, dotati di accesso
a numerose banche dati su erogazione di servizi, diritti di minori, disabili,
invalidi, migranti, disagiati mentali. Indispensabile un rapporto diretto con i
servizi sociali e sanitari territoriali e centrali, perché si possa attuare una
prima forma di presa in carico e l'orientamento necessario del paziente/utente
al servizio più idoneo in relazione ai problemi
specifici.
E’ essenziale per l’Azienda candidarsi, anche
rispetto al Ministero della Salute, come sperimentatori di questa “nuova
Farmacia”, anche in deroga alla normativa vigente.
Inoltre si potrebbe, attraverso l'uso della
telemedicina, ampliare la dotazione di macchinari per forme di
autoanalisi, oltre l'attuale possibilità di misurazioni di parametri
ematici e della pressione arteriosa.
Inoltre Farmacap potrebbe
mettere in atto una campagna “per il cuore sano di Roma”, andando ad effettuare elettrocardiogramma e misurazione pressoria presso i Centri Anziani cittadini.
In questo quadro si colloca anche un sostanziale intervento, in raccordo
con il servizio sanitario nazionale con il quale si condivide l’obiettivo della
razionalizzazione degli interventi sanitari, sul piano
innovativo della telemedicina. Rispetto a tale settore si stanno verificando le
possibilità di immediato intervento a partire dalla
situazione delle dimissioni ospedaliere protette.
L’intervento nell’ambito della telemedicina coinvolge anche il settore della attività sociale, nel quale negli ultimi anni la
presenza di Farmacap si è concentrata nei settori
della telecompagnia e del telemonitoraggio/telesoccorso
rivolti alla terza età. Si tratta di settori particolarmente impegnativi, anche
sotto il profilo economico, assunti in sede di contratto di servizio con l’Amministrazione Comunale, contratto in fase di nuova
stipulazione, ma di grande impatto e valore, se solo si consideri quanto tali
ambiti possano estendersi ad ampie fasce di popolazione anziana alleggerendo
cosi il compito e gli oneri dei sistemi dell’assistenza socio-sanitaria.
Attraverso il nuovo contratto di servizio con l’Amministrazione Comunale e la
previsione di servizi aggiuntivi - che valorizzino il patrimonio tecnologico ed
umano acquisito nel corso degli anni da Farmacap - ed
attraverso nuove soluzioni organizzative si potrà
perseguire un incremento dei ricavi, anche con riferimento alle entrate che
possono derivare da committenti diversi dal Comune di Roma (ed in primo luogo
del S.S.N.). Attualmente il costo del servizio è coperto solo in parte
dall’Amministrazione Comunale.
Un incremento alle attività del settore può già derivare dal servizio di
prevenzione degli incidenti derivanti dalle dispersioni di gas; un nuovo piano di intervento – che coniughi l’attività sociale a quella
dell’accesso ai servizi sanitari – potrà essere costituita dai servizi di
mediazione per la facilitazione del rapporto dei cittadini stranieri con le
strutture ospedaliere e le strutture territoriali delle ASL.
In materia di telemedicina tante e diverse sono le proposte pervenute,
ma la più interessante per Farmacap e per il suo
target di riferimento per la peculiarità dei servizi offerti, cioè la terza età, è senz’altro quella avanzata
dall’Ospedale San Giovanni – Addolorata, che metterebbe a disposizione le professionalità
sanitarie e l’eventuale presa in carico del paziente cui sia stato riscontrata
una patologia, o anche un rischio di patologia, al cuore ed al sistema
cardiocircolatorio. Questo prestigioso nosocomio
romano dispone, infatti, di un centro di eccellenza per la cardiologia, che ha
anche il vantaggio di essere a Roma. D’altra parte, se pensiamo a controlli
effettuati nelle nostra farmacie o nei centri anziani
comunali, è necessario che la refertazione e
l’eventuale presa in carico sia assicurata da una struttura cittadina, un
grande hub come il San Giovanni.
L’impiego
della telecardiologia, ed in particolare della telelettrocardiografia, sul territorio cittadino
rappresenta una risorsa duttile e di significativo
impatto sociale.
Un primo
campo di applicazione riguarda la prevenzione ed il
controllo elettrocardiografico di numerose patologie
cardiache (disturbi del ritmo, cardiopatie ischemiche
e degenerative) largamente diffuse nella popolazione anziana, con un’attività
da svolgere ad esempio nei confronti di coloro
che frequentano i Centri Anziani del Comune di Roma, ove è possibile
sottoporre a screening elettrocardiografico tutti gli
iscritti, con una serie di vantaggi: monitoraggio di migliaia di cittadini a
maggior rischio di malattie cardiovascolari; riduzione della pressione sulle
strutture ambulatoriali per le prestazioni elettrocardiografiche;
arricchimento dei dati clinici utili alla medicina di base per una gestione dei
pazienti più organica e completa; valore aggiunto alla funzione sociale dei
Centri Anziani, quali luoghi di aggregazione e sostegno dei cittadini.
L’attività
di screening può essere proposta anche all’interno
delle farmacie comunali, ottenendo il duplice scopo di praticare prevenzione
sanitaria, deflazionare il ricorso alle strutture ospedaliere o poliambulatoriali e fornire al cittadino un servizio
efficace ed efficiente, anche in termini di rapidità.
Per
contenere gli eventuali investimenti si può ipotizzare l’utilizzo di un camper
attrezzato che si rechi presso le farmacie ed i centri anziani. L’eventuale
costo a carico del cittadino sarebbe pari a circa un quarto dell’importo per
l’attuale ticket sanitario per la medesima prestazione. E’ quella dello screening nei confronti della popolazione anziana di Roma
attività che potrebbe essere sostenuta dall’Amministrazione Comunale.
IL SETTORE EDUCATIVO VERSO I SERVIZI INTEGRATI
Con riferimento al settore della gestione degli asili nido occorre
richiamare le difficoltà che hanno pesato sul bilancio e sull’attività
dell’Azienda nel corso del 2006. Al momento dell’approvazione del bilancio
preventivo non siamo ancora di prevedere lo sviluppo della presenza Farmacap in ordine alla gestione
dei cinque asili nido comunali affidati nel corso dell’anno precedente.
E’ evidente che le determinazioni dell’Amministrazione Comunale sul
punto, nonché le condizioni di un possibile
affidamento del servizio, saranno oggetto di successive valutazioni del
Consiglio di Amministrazione dell’Azienda ed avranno ricadute decisive in
ordine al prossimo assetto del nostro intervento nel delicato settore dei
servizi all’infanzia nonché degli assetti occupazionali di Farmacap,
oltre che sul complessivo equilibrio del bilancio aziendale. Un impegno nel
settore significa comunque una considerazione e
valorizzazione degli ambiti dei nidi aziendali e dei servizi aggiuntivi da
offrire alle famiglie ed all’infanzia.
Il
progetto Farm Garden. Si
tratta di un modello di scuola per l’infanzia innovativa e di una serie di
servizi integrativi di supporto a quelle famiglie – che oggi sono il maggior
numero – alle quali gli orari ed il modello standard non offrono soluzioni a problemi di
orari di lavoro articolati, lavori intermittenti, genitori soli magari per mesi
interi. I Farm Garden, grazie ad un’attenta gestione
e programmazione educativa, possono offrire, oltre ad un ambiente consono ed
adatto allo sviluppo delle autonomie dei piccoli fruitori,
un ventaglio di servizi integrativi per la famiglia.
La programmazione educativa è l’impostazione
dell’attività del servizio, sulla base di piani e
direttive stabili conformi agli obiettivi definiti nel progetto educativo e alle finalità
che si intendono raggiungere attraverso la creazione di un sistema di
monitoraggio e valutazione atto a controllare che i risultati corrispondano ai
programmi. Attraverso la programmazione si realizza una dettagliata
attribuzione di compiti e risorse che in un servizio per la prima infanzia sono essenziali considerando la tipologia dell’utenza: bambino
– famiglia – territorio.
I servizi
integrativi nascono dall’esigenza di offrire risposte più
flessibili ai nuovi bisogni della famiglia.
Sabato al
Garden. Ogni sabato mattina (dalle 8.00 alle 13.00) il
Farm Garden si trasforma in
un luogo di festa che accoglie i bambini del nido ed i bambini che non lo
frequentano fino ai 6 anni d’età, offrendo attività ludiche e d’animazione socioeducativa.
Baby pre-time. Si tratta di un servizio aggiuntivo
che viene offerto ai genitori che, per motivi di
lavoro o familiari, hanno necessità di portare i propri figli al nido prima del
normale orario d’apertura ordinario. Le domande vengono
accolte se ci sono almeno cinque richieste.
Baby post-time. Il servizio ludoteca
che accoglie i bambini del nido ed i bambini che non
lo frequentano fino ai 6 anni d’età è aperto dal lunedì al venerdì dalle 18.00
alle 20.00. Si potrà lasciare il proprio bambino con le educatrici del nido in
uno spazio idoneo per socializzare con i coetanei . E’
un servizio a tariffa oraria con possibilità di acquistare dei
pacchetti ore consumabili in tutto l’arco dell’anno.
Baby sitting a domicilio. Le
educatrici dei nido offrono un servizio di baby sitting serale a domicilio in relazione alle richieste.
Agosto al Farm Garden. Ad agosto il Farm Garden si trasforma in Centro
Estivo. La programmazione
del nido viene arricchita di attività ludiche, educative e sportive da
svolgersi principalmente all’aria aperta. Obiettivo primario è il benessere
psico-fisico del bambino in un contesto che però
privilegi l’aspetto ludico quale sinonimo di vacanza.
Come si vede si tratta di servizi già esistenti a livello
sperimentale a gestione privata, con costi esorbitanti per gli utenti. Un
modello più attento alla distribuzione del personale ed alla programmazione di orari e presenze può diffondere questi servizi sul
territorio ed abbassarne i costi finali.
Per completare la
gamma degli interventi a favore dell'infanzia, Farmacap
ha già dato la sua disponibilità a collaborare con il Ministero di Giustizia
per il sostegno ai bimbi figli di detenute che non possono usufruire delle
norme di legge che prevedono sospensione della pena per le madri con figli
piccoli. Dopo l'indulto e grazie all'applicazione della legge Finocchiaro, le recluse che tengono con sé in carcere i propri bambini sono poco più di cinquanta in tutta
Italia. A Roma ancora sei bambini sono detenuti assieme alle madri. Il
Ministero, insieme alla Provincia di Milano, sta sperimentando una casa di
reclusione separata, che prevede un regime carcerario per le madri recluse, ma
che consente ai piccoli di non vivere la realtà straniante del carcere. Anche a Roma, grazie alla possibile messa a disposizione da
parte del Comune di una struttura idonea, il Ministero di Giustizia vuole
estendere l'iniziativa e ha chiesto a Farmacap di
curare la gestione di un servizio all'interno di questa nuova casa di
reclusione rivolto ai piccoli. Ovviamente tutta la gestione del regime
carcerario delle madri e della sicurezza per la popolazione resta di competenza
delle autorità giudiziarie e penitenziarie.
Anche per
sostenere i
bambini delle comunità straniere presenti a Roma sono allo studio, insieme
all'Assessorato comunale alla Famiglia, ipotesi di scuole dell'infanzia 0/6
anni per figli di immigrati che non rientrino nelle graduatorie delle scuole
dell'infanzia comunali
La scelta
culturale dell’accoglienza dei migranti effettuata dal
Comune di Roma e attualmente dalla Regione Lazio e dal Governo nazionale,
implica anche l’attivazione di servizi sul territorio che consentano ai nuovi
cittadini di usufruire dei diritti universali di cui godono tutti i cittadini
italiani. In primo luogo del diritto alla salute. Farmacap
ha siglato un protocollo con
Grande è l’interesse dimostrato da altre Aziende sanitarie ed
ospedaliere e dalla Regione, il che rende matura la possibilità di predisporre
un Progetto di mediazione culturale, accanto al quale Farmacap
ha l’ambizione di proporre anche un servizio di accoglienza
nei Pronto Soccorso, rivolto a tutti gli utenti, italiani e stranieri. Con la
presunzione di credere, se non altro, di aver suggerito una innovazione
piccola, poco costosa, ma molto gradita ai pazienti, a tutte le Aziende
Ospedaliere.
Il Progetto Sperimentale di Mediazione Culturale ha
lo scopo di promuovere ed incentivare l’utilizzo dei
servizi sanitari da parte dei cittadini stranieri e di migliorare la qualità
della relazione terapeutica fra utenti ed operatori socio-sanitari. Il progetto
si compone dei seguenti Servizi/Attività: Servizio di accoglienza
presso una struttura ospedaliera; Servizio di mediazione culturale presso i
Presidi territoriali; Traduzione/diffusione di materiale informativo;
Interventi formativi rivolti al personale sanitario; Monitoraggio e valutazione
degli interventi; Indagine conoscitiva sul rapporto fra migranti e servizi
sanitari nel territorio della ASL; Diffusione dei risultati.
Ogni persona che si rivolge al Pronto Soccorso verrà seguita da una équipe
socio-sanitaria interdisciplinare composta da uno psicologo, un assistente
sociale, un infermiere, un mediatore culturale. Tale equipe garantirà un
servizio di accoglienza/orientamento rivolto ai
pazienti e un servizio di supporto/informazione ai familiari.
Un problema ricorrente nelle grandi strutture
ospedaliere è che i pazienti cui è stato attribuito il codice bianco sono costretti a stazionare per molte ore nella sala di
attesa, altre volte i parenti preoccupati che attendono fuori non hanno
possibilità di avere notizie perché non sanno a chi rivolgersi. Questo crea
forte tensione fra chi opera nell’ospedale, a volte costretto a lavorare in
situazioni di difficoltà, i pazienti e le loro famiglie.
Il territorio romano, in particolare in alcune
aree, è caratterizzato da una notevole presenza di cittadini
stranieri e spesso il loro accesso ai servizi sanitari, anche di primo
soccorso, non è agevole per problemi che riguardano in primo luogo la
comunicazione linguistica fra personale sanitario e paziente stesso, ma anche
la reciproca comprensione ad un livello più profondo.
In particolare la figura del mediatore culturale
permetterà da una parte ai cittadini immigrati di conoscere ed utilizzare
meglio i servizi offerti dall’Azienda, contribuendo ad assicurare il diritto
alla salute e all’assistenza, e dall’altra aiuterà gli Operatori dei servizi a
comprendere meglio le implicazioni culturali legate al concetto di cura e a
rapportarsi in maniera più consapevole ai diversi utenti.
Una nota particolare meritano
i cittadini “socialmente deboli” (siano essi italiani che stranieri), per i
quali spesso esiste il problema della presa in carico al momento delle
dimissioni dall’ospedale. L’obiettivo è, quindi, la costruzione di una rete che
integri il servizio sanitario con i servizi sociali territoriali.
Si tratta di un programma da attuarsi nel triennio 2007-2009.
L’Azienda sarà fortemente impegnata nella ricerca di risorse,
opportunità, relazioni, ma tutto quanto esposto non si potrà realizzare senza
una valorizzazione e riqualificazione di tutto il personale nell’ambito di una innovazione degli strumenti organizzativi, adeguata a
produrre servizi di qualità e a conciliare lo sviluppo delle attività qui
proposto con le esigenze di bilancio.
Un
capitolo a parte dell'attività Aziendale va dedicato alla
Cooperazione internazionale, settore di attività previsto dallo Statuto
di Farmacap, Ed in particolare alla promozione di
linee progettuali per concreti interventi di promozione della salute in ambito
farmaco-socio-sanitario a favore delle popolazioni dei paesi delle aree
depresse del mondo.
Si tratta di proseguire in un
impegno che storicamente ha caratterizzato la nostra Azienda nel corso degli
anni, con l'invio di aiuti e medicinali, oppure attraverso la collaborazione
con altri istituti impegnati su questo terreno per realizzare progetti ed
interventi concreti.
E' quest'ultimo il caso del progetto formulato alla Direzione
Generale per
Il titolo
del Progetto è: Promozione
della salute in ambito
farmaco-socio-sanitario della popolazione in Etiopia e sostegno al sistema
sanitario farmaceutico etiopico, la durata di tre anni e la controparte locale (giuridica e/operativa) è il Ministero della Sanità del Tigray (Tigray Regional Health Bureau). Il
progetto ha come obiettivo generale il miglioramento delle condizioni di salute
della popolazione in Etiopia. L’obiettivo specifico
prevede il potenziamento del sistema farmaceutico-socio-sanitario
etiopico. L’intervento si avvarrà delle competenze già messe in opera in loco
da parte dei medici italiani provenienti dall’Istituto San Gallicano
e dalla ASL RM D all’Italian
Dermatological Centre (IDC)
IISMAS presso l’Ospedale Universitario di Mekele e
della collaborazione specialistica della Farmacap in
partnership con le istituzioni sanitarie regionali del Tigray
(Tigray Regional Health Bureau).
L’azione del progetto
prevede di sostenere lo sforzo delle autorità sanitarie locali lungo due direttrici fondamentali: potenziamento dei sistema
farmaceutico etiopico; sostenere lo sforzo di formazione del personale
sanitario locale nel settore farmaceutico. Per raggiungere tale obiettivo
specifico si implementeranno attività a diversi
livelli: l' educazione alla salute e promozione di un corretto uso dei farmaci
nei confronti della popolazione etiopica; la formazione del personale sanitario
etiopico nel settore farmaceutico; il potenziamento della rete di distribuzione
dei farmaci nell’ambito del sistema sanitario etiopico ed il trasferimento di
tecnologie e competenze per la preparazione ed utilizzo dei preparati galenici.
Altro e significativo progetto in corso di presentazione alla
competente Direzione del Ministero degli Affari esteri è relativo
all’intervento, precipuamente nell’ambito socio-sanitario-farmaceutico
nell’insediamento di Mahmura nel territorio
nord-irakeno. Anche in tale caso vi è l’elaborazione da parte di una
partnership che ha al suo interno strutture pubbliche,
esponenti delle aree interessate, organizzazioni del privato sociale.
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