
NEWSLETTER n° 5
Sommario:
Nuova farmacia: si è aperto il confronto
Nuova farmacia: si è aperto il confronto
In questo nuovo numero della
nostra newsletter, vogliamo proporvi i più significativi
articoli di stampa quotidiana che hanno dato notizia del Seminario “Per una
nuova Farmacia nella sanità che 
cambia”,
che
Quello che più ci interessava era che le nostre proposte trovassero una
platea e che ne potesse seguire una seria ed approfondita discussione, che
questi articoli in parte segnalano.
Il risalto della stampa e
l'interesse mostrato dai nostri interlocutori ci hanno
infatti testimoniato la piena riuscita della nostra iniziativa e di
questo vogliamo rendervi partecipi.
Il dibattito si è aperto e il
nostro auspicio è che il piccolo contributo che crediamo di aver dato, possa
essere utile ad un confronto che non può certo dirsi concluso
e che avrà sicuramente ulteriori sviluppi rispetto ai quali abbiamo dimostrato
di poter dire la nostra.
La proposta di Farmacap. I medici di famiglia
per la chirurgia ambulatoriale
Il pronto soccorso in farmacia
Defibrillatori e
elettrocardiografi, ma anche mini-laboratori d'analisi
La farmacia
del futuro sarà un piccolo centro socio sanitario dove verranno
offerti tanti altri servizi: dal primo soccorso alle medicazioni, dallo
sportello per anziani e immigrati alla possibilità di effettuare analisi e
controllare la pressione. Farmacap (azienda speciale
che gestisce 40 farmacie pubbliche) propone la trasformazione dei punti per la
vendita delle medicine in veri e propri punti salute. Le proposte, secondo il
presidente di Farmacap, piacciono anche al ministro Livia Turco. L'idea è però
contestata dai medici di famiglia: sarebbe meglio potenziare i nostri studi.
Giovannelli
all'interno
Le proposte di Farmacap sulle potenzialità di quelli che saranno sempre di
più piccoli ambulatori anche per l'assistenza sociale
Analisi e medicazioni? Il futuro è in farmacia
Salerni: «Siamo "punti salute" per molti cittadini». Caprino: «Possiamo dare tanti servizi»
La farmacia del futuro, un po' tradizionale punto vendita di medicine e
un po' ambulatorio. Il governo sta studiando una sorta di rivoluzione
anche per l'organizzazione dei medici e dei pediatri di famiglia e Farmacap (azienda speciale del Comune che gestisce 40
farmacie) gioca d'anticipo offrendo le sue idee per il
futuro. La parola magica delle farmacie del futuro è "presidio
polifunzionale" che, tradotto dal burocratese,
significa la possibilità di offrire un supporto anche organizzativo
all'assistenza domiciliare integrata, svolgere l'attività di primo soccorso
anche attraverso apparecchi come defibrillatori e
elettrocardiografi, occuparsi di analisi di laboratorio di prima istanza ma
anche aiutare il medico di famiglia a monitorare l'utilizzazione dei farmaci
prescritti accompagnando il tutto con l'attività di educazione sanitaria. Oltre
queste idee, il futuro potrebbe essere la telemedicina con macchinari per
l'autoanalisi e la misurazione di parametri ematici e della pressione. Le
farmacie però non si occuperanno solo dell’aspetto sanitario
ma entreranno nel merito di attività sociali vere e proprie come gli
sportelli rivolti in particolare ad anziani e immigrati.
«Vogliamo
offrire una riflessione sul ruolo che possono avere le
farmacie nel contesto della liberalizzazione che prevede da un lato la vendita
dei farmaci da banco e dall'altro la trasformazione», spiega Arturo Salerni, presidente di Farmacap
che ha organizzato un convegno per domani al quale dovrebbero partecipare anche
il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Mario Falconi e il presidente
dell'ordine dei farmacisti romani Emilio Croce.
«Nel nostro
progetto ci sembra che ci siamo identità di vedute con
il ministro Livia Turco - aggiunge Salerni - e le farmacie possono essere il terminale di un
sistema sanitario da rivoluzionare. Penso alle farmacie nelle periferie dove
rappresentano l'unico presidio, l'unico punto di
salute per i cittadini. Già adesso offriamo tante attività come la teleassistenza e la telecompagnia,
offerta a circa
4.000 persone che vorremmo portare a 20mila. Possiamo
solo migliorare».
Nelle farmacie
pubbliche si potrebbe utilizzare personale diverso dai farmacisti, con
particolare riferimento a professionisti della mediazione sociale e culturale
con un rapporto diretto con i servizi sociali e sanitari territoriali e
centrali per migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie e l'orientamento
del paziente al servizio più idoneo.
«Tutto bene
tranne la presenza del medico in farmacia - aggiunge Franco Caprino, presidente
regionale e segretario nazionale di Federfarma -
perché indurre a polemiche. Stiamo discutendo con il ministro Livia Turco la trasformazione delle farmacie che a Roma sono quasi mille per dare sempre più servizi ai cittadini».
Farmacisti possibilisti ma medici molto critici. «Si
passa dal modello sovietico a un modello sfrenatamente
liberista proponendo, caso unico in Europa, la farmacia come un presidio
sanitario - replica
Messaggero Cronaca di Roma
da pag. 39
Quotidiano Roma
I medici di famiglia replicano: «Meglio prevedere ecografi,strumenti e piccole sale operatorie nei nostri studi».
LE PROPOSTE DI FARMACAP
Primo soccorso (uso di
defibrillatori ed elettrocardiografi)
Analisi di laboratorio (parametri ematici)
Misurazione della pressione
Supporto all'organizzazione dell’assistenza domiciliare
Sportelli sociali per anziani e
immigrati
Mediazione sociale e culturale
13-MAG-2007
Quotidiano Roma
Il Giornale
pag. 43
Lo scopo del disegno di legge è creare presidi polifunzionali (le unità di assistenza primaria) nelle farmacie, che verrebbero
organizzate come mini-Asl
«Vogliono cancellare i medici di famiglia»
Antonella
Aldrighetti
•Il Lazio potrebbe essere l'antesignano
del disegno di legge annunciato dal ministro della Salute Livia
Turco che prevede di riorganizzare l'offerta sanitaria passando per le unità di assistenza primaria, che andrebbero ad assorbire i medici
di famiglia, e per le farmacie comunali. Neanche a dirlo
«Invece di
sviluppare la medicina generale come un vero e proprio servizio 24 ore su 24 -
taglia corto il regionale della Fimmg Pier Luigi Bartoletti - dando la possibilità ai singoli medici e ai
pediatri di organizzarsi e dotarsi di apparecchiature
all'avanguardia, piccole sale operatorie per interventi di chirurgia
ambulatoriale, di organizzare servizi di assistenza domiciliare con personale
proprio, si sceglie la strada dell'intruppamento
nelle mini-Asl, della spersonalizzazione e
soprattutto dell'onnipresente controllo burocratico-politico,
il tutto condito, in clima vintage, con salsa bolscevica».
Per
15-MAG-2007
Quotidiano Roma
il Giornale
da pag. 45
SANITÀ
Farmacie di primo soccorso: rischio conflitto di interessi
Antonella
Aldrighetti
•Dove se non nelle farmacie, distribuite più o meno uniformemente sul territorio, organizzare quella
sanità di primo soccorso di cui tanto si parla e per la quale poco si conclude?
Insomma se qualche ospedale verrà chiuso -così come
stabilito nel piano di rientro sanitario - qualche altro riconvertito in
residenza sanitaria o in hospice e, al
contempo, gli ambulatori in città quelli sono e quelli restano, si dovrà pur
trovare un escamotage in alternativa.
Eccolo
appunto. Invece di tirare su nuovi edifici, impiegare costosi investimenti per
adattarne altri alla collocazione di reti per
l'assistenza territoriale pur di risparmiare preziose risorse,
E per ovviare
all'inevitabile conflitto di interessi tra prescrittore e venditore di farmaci, che sarebbero la
stessa persona, ad accogliere i pazienti ci saranno i farmacisti ai quali
potrebbe essere consentito addirittura concedere qualche medicinale senza
ricetta medica a patto che la specialità venga annotata su un apposito «librone
delle eccezioni». Quanto ai costi delle prestazioni sanitarie
erogate
E in uno scenario del genere non mancano le provocazioni: «Sono disposto
a fare lo sciopero della fame, e altri colleghi lo saranno con me semmai -
chiosa Falconi - dovesse passare una legge del genere.
Vale a dire una legge che toglie ai medici l'esclusività dell'esercizio delle professione».
Fa discutere il piano proposto dalla Farmacap
per
riorganizzare la sanità di primo soccorso,
illustrato ieri dall'azienda sociosanitaria
EPOLIS Roma 15 maggio 2007
Arturo Salerni, presidente
di Farmacap: per le farmacie un
ruolo di prima assistenza
Alzata di scudi
della categoria:
«Siamo stupiti
e sconcertati»
Bartoletti (Federazione medici di
famiglia): «Manca una logica di competenza»
Il ddl prevede un ampliamento delle funzioni delle farmacie
Simona Caleo
■ Prima reazione
sconcerto, disorientamento. La bozza del disegno di legge che prevede
“interventi per la qualità e la sicurezza del servizio sanitario nazionale”
sembra aver lasciato di sasso i medici di base di Roma
e del Lazio. Da una parte l’ampliamento delle funzioni delle
farmacie, con la facoltà di privatizzare pezzi del sistema sanitario,
dall’altro, in direzione opposta, la regimentazione
logistica dei medici di base. «Siamo d’accordo che si debba fare il massimo, 24
ore su 24 –ha detto Pierluigi Bartoletti, segretario regionale per il Lazio
della Federazione Italiana Medici di Famiglia – ma va
fatto in una logica di competenza. Fare diventare le farmacie dei presidi
polifunzionali mi sembra un po’ paradossale. Dopo 30 anni di abbandono
nei nostri studi ci aspettavamo una proposta che ci permettesse di migliorare
il nostro servizio». Sembra che si voglia ottimizzare il sistema, senza partire
dalle certezze che ci sono. «La farmacia può diventare una sorta di
supermercato della salute su strada – aggiunge Bartoletti
– con uno scomodo conflitto di interessi. È
sconcertante». Mentre ciò che si prevede per i medici di
famiglia «non evoca scenari altrettanto liberistici».
La prospettiva sembra fin troppo audace persino ai farmacisti. «Vogliamo
riaffermare per le farmacie un ruolo di prima assistenza sanitaria per i
cittadini nel pieno rispetto, però, dell'attività svolta dai medici di medicina
generale», ha detto Arturo Salerni, presidente di Farmacap, aprendo ieri in Campidoglio il convegno “Per una
nuova farmacia”.
«Il nostro
progetto – ha spiegato Salerni - è quello di fare
delle farmacie, soprattutto quelle in zone periferiche del territorio regionale,
un punto di riferimento per le attività di primo soccorso come ad esempio
l'utilizzo dei defibrillatori e elettrocardiografi, ma
anche la possibilità di svolgere analisi di laboratorio di prima istanza».
Su una positiva evoluzione del ruolo delle farmacie si è espresso
anche l'assessore alla Sanità della Regione, Augusto Battaglia.
«Dobbiamo
concentrare la nostra attenzione soprattutto nelle zone in cui mancano i
presidi ospedalieri e la farmacia può assolvere un compito più ampio - ha detto
Battaglia – Nella provincia di Rieti è in fase di studio un progetto pilota per potenziare
le farmacie in strutture che offrano multiservizi».
L'assessore
comunale alle Politiche sociali, Raffaela Milano, ha sottolineato
il ruolo prezioso di farmacie e medici di famiglia in periferia. Anche «la
pediatria di famiglia è pronta al cambiamento – ha detto Antonio Palma,
segretario regionale della Federazione Italiana Medici Pediatri
– ma sul fronte della continuità assistenziale ci sono dei problemi
numerici». ■
A norma della legge sulla privacy,
questo messaggio non è da considerarsi Spam poiché reca un'opzione di cancellazione.
Nel rispetto della legge 675/96 sulla privacy, a tutele di
persone e altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali,
il tuo indirizzo e-mail proviene da
richieste di informazioni o da elenchi (newsgroup).
Per cancellarsi è sufficiente inviare un'e-mail all'indirizzo www.farmacap.it