NEWSLETTER  5

                     

                                                          

Sommario:

           

 

        Nuova farmacia: si è aperto il confronto

 

        Messaggero del 13-5-07

 

        Il Giornale del 13-5-07

 

        Il Giornale del 15-5-07

 

        Epolis del 15-5-07

 

                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                            

  Nuova farmacia: si è aperto il confronto

 

 

In questo nuovo numero della nostra newsletter, vogliamo proporvi i più significativi articoli di stampa quotidiana che hanno dato notizia del Seminario “Per una nuova Farmacia nella sanità che cambia”, che la Farmacap ha organizzato e svolto il 14 maggio scorso in Campidoglio.

Quello che più ci interessava era che le nostre proposte trovassero una platea e che ne potesse seguire una seria ed approfondita discussione, che questi articoli in parte segnalano.

Il risalto della stampa e l'interesse mostrato dai nostri interlocutori ci hanno infatti testimoniato la piena riuscita della nostra iniziativa e di questo vogliamo rendervi partecipi.

Il dibattito si è aperto e il nostro auspicio è che il piccolo contributo che crediamo di aver dato, possa essere utile ad un confronto che non può certo dirsi concluso e che avrà sicuramente ulteriori sviluppi rispetto ai quali abbiamo dimostrato di poter dire la nostra.

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  Messaggero del 13/5/07

 

La proposta di Farmacap. I medici di famiglia per la chirurgia ambulatoriale

Il pronto soccorso in farmacia

Defibrillatori e elettrocardiografi, ma anche mini-laboratori d'analisi

La farmacia del futuro sarà un piccolo centro socio sanitario dove verranno offerti tanti altri servizi: dal primo soccorso alle medicazioni, dallo sportello per anziani e immigrati alla possibilità di effettuare analisi e controllare la pressione. Farmacap (azienda speciale che gestisce 40 farmacie pubbliche) propone la trasformazione dei punti per la vendita delle medicine in veri e propri punti salute. Le proposte, secondo il presidente di Farmacap, piacciono anche al ministro Livia Turco. L'idea è però contestata dai medici di famiglia: sarebbe meglio potenziare i nostri studi.

 

Giovannelli all'interno

Le proposte di Farmacap sulle potenzialità di quelli che saranno sempre di più piccoli ambulatori anche per l'assistenza sociale

Analisi e medicazioni? Il futuro è in farmacia

Salerni: «Siamo "punti salute" per molti cittadini». Caprino: «Possiamo dare tanti servizi»

La farmacia del futuro, un po' tradizionale punto vendita di medicine e un po' ambulatorio. Il governo sta studiando una sorta di rivoluzione anche per l'organizzazione dei medici e dei pediatri di famiglia e Farmacap (azienda speciale del Comune che gestisce 40 farmacie) gioca d'anticipo offrendo le sue idee per il futuro. La parola magica delle farmacie del futuro è "presidio polifunzionale" che, tradotto dal burocratese, significa la possibilità di offrire un supporto anche organizzativo all'assistenza domiciliare integrata, svolgere l'attività di primo soccorso anche attraverso apparecchi come defibrillatori e elettrocardiografi, occuparsi di analisi di laboratorio di prima istanza ma anche aiutare il medico di famiglia a monitorare l'utilizzazione dei farmaci prescritti accompagnando il tutto con l'attività di educazione sanitaria. Oltre queste idee, il futuro potrebbe essere la telemedicina con macchinari per l'autoanalisi e la misurazione di parametri ematici e della pressione. Le farmacie però non si occuperanno solo dell’aspetto sanitario ma entreranno nel merito di attività sociali vere e proprie come gli sportelli rivolti in particolare ad anziani e immigrati.

«Vogliamo offrire una riflessione sul ruolo che possono avere le farmacie nel contesto della liberalizzazione che prevede da un lato la vendita dei farmaci da banco e dall'altro la trasformazione», spiega Arturo Salerni, presidente di Farmacap che ha organizzato un convegno per domani al quale dovrebbero partecipare anche il presidente dell'Ordine dei medici di Roma Mario Falconi e il presidente dell'ordine dei farmacisti romani Emilio Croce.

«Nel nostro progetto ci sembra che ci siamo identità di vedute con il ministro Livia Turco - aggiunge Salerni - e le farmacie possono essere il terminale di un sistema sanitario da rivoluzionare. Penso alle farmacie nelle periferie dove rappresentano l'unico presidio, l'unico punto di salute per i cittadini. Già adesso offriamo tante attività come la teleassistenza e la telecompagnia, offerta a circa 4.000 persone che vorremmo portare a 20mila. Possiamo solo migliorare».

Nelle farmacie pubbliche si potrebbe utilizzare personale diverso dai farmacisti, con particolare riferimento a professionisti della mediazione sociale e culturale con un rapporto diretto con i servizi sociali e sanitari territoriali e centrali per migliorare l'accesso alle prestazioni sanitarie e l'orientamento del paziente al servizio più idoneo.

«Tutto bene tranne la presenza del medico in farmacia - aggiunge Franco Caprino, presidente regionale e segretario nazionale di Federfarma - perché indurre a polemiche. Stiamo discutendo con il ministro Livia Turco la trasformazione delle farmacie che a Roma sono quasi mille per dare sempre più servizi ai cittadini».

Farmacisti possibilisti ma medici molto critici. «Si passa dal modello sovietico a un modello sfrenatamente liberista proponendo, caso unico in Europa, la farmacia come un presidio sanitario - replica la Fimmg di Roma, la federazione dei medici di. medicina generale -. Il medico di famiglia e il pediatra scelti sulla base di un rapporto fiduciario, non esisteranno più ma verranno soppiantati da una sorta di mini Asl. E così invece di sviluppare la medicina generale come un vero e proprio servizio continuo, si spersonalizza il ruolo della medicina di base per far posto a una sempre maggiore burocrazia». Per la Fimmg bisognerebbe invece dare la possibilità ai medici e ai pediatri di organizzarsi, strutturarsi e dotarsi di apparecchiature come ecografi,  spirometri, piccole sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale, di organizzare servizi di assistenza domiciliare con personale proprio. «Questa è la medicina moderna», ha concluso la Fimmg.

 

Messaggero Cronaca di Roma

da pag. 39

Quotidiano   Roma

I medici di famiglia replicano: «Meglio prevedere ecografi,strumenti e piccole sale operatorie nei nostri studi».

 

LE PROPOSTE DI FARMACAP

Primo soccorso  (uso di defibrillatori ed elettrocardiografi)

Analisi di laboratorio (parametri ematici)

Misurazione della pressione

Supporto all'organizzazione dell’assistenza domiciliare

Sportelli sociali per anziani e immigrati

Mediazione sociale e culturale

 

 

 

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  Il Giornale del 13/05/07

 

13-MAG-2007

Quotidiano   Roma

Il Giornale

pag. 43

Lo scopo del disegno di legge è creare presidi polifunzionali (le unità di assistenza primaria) nelle farmacie, che verrebbero organizzate come mini-Asl

«Vogliono cancellare i medici di famiglia»

La Fimmg contro il ddl del ministro Turco sulla riorganizzazione dell'offerta sanitaria, del quale il Lazio potrebbe essere «pilota»

Antonella Aldrighetti

 

Il Lazio potrebbe essere l'antesignano del disegno di legge annunciato dal ministro della Salute Livia Turco che prevede di riorganizzare l'offerta sanitaria passando per le unità di assistenza primaria, che andrebbero ad assorbire i medici di famiglia, e per le farmacie comunali. Neanche a dirlo la Farmacap, l'azienda farmaco-socio-sanitaria capitolina, si è già proposta come «pilota» del progetto per offrire agli assistiti romani un presidio polifunzionale, interno alle farmacie, con compiti di assistenza domiciliare, primo soccorso, analisi di laboratorio, supporto all'attività del medico. Tutti incarichi che fino a oggi vengono svolti da personale ospedaliero e ambulatoriale: medici, infermieri è operatori assistenziali. Adesso invece sì cambia o, almeno si dovrebbe cambiare: il medico di famiglia verrebbe cancellato e sostituito dalla mini-Asl. Tutti condizionali d'obbligo perché la federazione dei medici di medicina generale, la Fimmg, è pronta a scagliarsi contro il ddl Turco che stabilisce come «il medico di famiglia e il pediatra, scelti liberamente sulla base di un rapporto fiduciario, non esistano più, ma vengano soppiantati da una unità organizzativa elementare detta unità di assistenza primaria: una sorta di mini-Asl, con un sottocapo che risponderà a un capo che avrà nella Asl la sua sede». Per quanto riguarda l'affidamento del primo soccorso alle farmacie il sindacato dei medici ipotizza che possa essere «una sorta di indennizzo ope legis per scusarsi dei guasti fatti dalla vendita dei farmaci al supermercato».

«Invece di sviluppare la medicina generale come un vero e proprio servizio 24 ore su 24 - taglia corto il regionale della Fimmg Pier Luigi Bartoletti - dando la possibilità ai singoli medici e ai pediatri di organizzarsi e dotarsi di apparecchiature all'avanguardia, piccole sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale, di organizzare servizi di assistenza domiciliare con personale proprio, si sceglie la strada dell'intruppamento nelle mini-Asl, della spersonalizzazione e soprattutto dell'onnipresente controllo burocratico-politico, il tutto condito, in clima vintage, con salsa bolscevica». Per la Fimmg una proposta di riorganizzazione della medicina dovrebbe «ridare dignità a chi cura, per professione, le persone e non inventare improbabili reti di franchising della salute con tanto di insegna luminosa inserita nella legge, esponendo gli stessi farmacisti titolari a rischi professionali tremendi». A parlare invece di leggerezza giuridica è la Fials Confsal che critica il ddl Turco perché «non tiene conto degli standard minimi di idoneità che difficilmente una farmacia può vantare rispetto al  presidio medico. Così facendo - chiosa il segretario Gianni Romano - gli ambulatori nelle farmacie saranno la brutta copia dell'assistenza territoriale: il surrogato di un'offerta sanitaria squalificata che si andrebbe a ripercuotere sulla produttività delle Asl. Altro che aumento delle prestazioni e abbattimento delle liste d'attesa come piace dire all'assessore alla Sanità Augusto Battaglia».

 

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  Il Giornale del 15/05/07

 

15-MAG-2007

Quotidiano   Roma

il Giornale

da pag. 45

SANITÀ

La Farmacap: «Pronti alle farmacie-ambulatori»

Farmacie di primo soccorso: rischio conflitto di interessi

Antonella Aldrighetti

Dove se non nelle farmacie, distribuite più o meno uniformemente sul territorio, organizzare quella sanità di primo soccorso di cui tanto si parla e per la quale poco si conclude? Insomma se qualche ospedale verrà chiuso -così come stabilito nel piano di rientro sanitario - qualche altro riconvertito in residenza sanitaria o in hospice e, al contempo, gli ambulatori in città quelli sono e quelli restano, si dovrà pur trovare un escamotage in alternativa.

Eccolo appunto. Invece di tirare su nuovi edifici, impiegare costosi investimenti per adattarne altri alla collocazione di reti per l'assistenza territoriale pur di risparmiare preziose risorse, la Farmacap (l'Azienda farmaco-socio-sanitaria del Comune di Roma, che ieri ha organizzato un seminario sul tema), sull'onda del disegno di legge del ministro della Salute Livia Turco, si è proposta «di contribuire al perseguimento degli obiettivi del servizio sanitario nazionale con l'istituzione di presidi polifunzionali e di primo soccorso all'interno delle farmacie».

E per ovviare all'inevitabile conflitto di interessi tra prescrittore e venditore di farmaci, che sarebbero la stessa persona, ad accogliere i pazienti ci saranno i farmacisti ai quali potrebbe essere consentito addirittura concedere qualche medicinale senza ricetta medica a patto che la specialità venga annotata su un apposito «librone delle eccezioni». Quanto ai costi delle prestazioni sanitarie erogate la Farmacap si fa portavoce generale e propone un «ticket» del valore di un quarto rispetto a quello standard. Ossia rispetto a quello che si paga, per editto nazionale, su ogni prestazione sanitaria. E sarebbe proprio il miraggio dello sconto a costituire l'incentivo per il paziente a recarsi in farmacia piuttosto che dallo specialista o dal medico di famiglia patendo file e trafile burocratiche. Insomma, sembra l'uovo di Colombo per «deflazionare» le liste d'attesa. Peccato che in questo modo si fa strada l'ipotesi di concorrenza poco leale con gli altri erogatori pubblici. E quindi c'è bisogno di norme che vadano a regolare capillarmente il servizio erogato. Una puntualizzazione che fa pure l'assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia, presente al convegno di ieri, il quale      precisa che «si   partirà con un progetto pilota in una farmacia rurale di Rieti ma poi, ci sarà bisogno di un piano più ampio anche in concomitanza della revisione dei requisiti sul nuovo convenzionamento». A parole il progetto complessivo di affidare alle farmacie una fetta di assistenza  sanitaria di prima battuta potrebbe essere considerato meritorio, contando che allargherebbe il circuito dei servizi dedicati alla prevenzione e alla salute. Ma il sospetto è che, scendendo nel dettaglio, quel merito si trasformi in mero vantaggio economico. E critiche in questo senso arrivano proprio dal presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Mario Falconi, che si dice profondamente preoccupato di qualsiasi forma di farmacia sostitutiva del medico perché «quella che si andrebbe a delineare sarebbe un'offerta sanitaria sempre meno solidale e sempre più disattenta dei reali bisogni di un Paese che invecchia. Piuttosto si aprirebbe quello che nessuno di noi si augura: il mercato della salute con tutti i limiti che ne conseguono».

E in uno scenario del genere non mancano le provocazioni: «Sono disposto a fare lo sciopero della fame, e altri colleghi lo saranno con me semmai - chiosa Falconi - dovesse passare una legge del genere. Vale a dire una legge che toglie ai medici l'esclusività dell'esercizio delle professione».

Fa discutere il piano proposto dalla Farmacap per

riorganizzare la sanità di primo soccorso,

illustrato ieri dall'azienda sociosanitaria

 

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   Epolis del 15/05/07

 

 

 

EPOLIS Roma 15 maggio 2007

 

Arturo Salerni, presidente di Farmacap: per le farmacie un ruolo di prima assistenza

Alzata di scudi della categoria:

«Siamo stupiti e sconcertati»

 Bartoletti (Federazione medici di famiglia): «Manca una logica di competenza»

 

Il ddl prevede un ampliamento delle funzioni delle farmacie

Simona Caleo

Prima reazione sconcerto, disorientamento. La bozza del disegno di legge che prevede “interventi per la qualità e la sicurezza del servizio sanitario nazionale” sembra aver lasciato di sasso i medici di base di Roma e del Lazio. Da una parte l’ampliamento delle funzioni delle farmacie, con la facoltà di privatizzare pezzi del sistema sanitario, dall’altro, in direzione opposta, la regimentazione logistica dei medici di base. «Siamo d’accordo che si debba fare il massimo, 24 ore su 24 –ha detto Pierluigi Bartoletti, segretario regionale per il Lazio della Federazione Italiana Medici di Famiglia – ma va fatto in una logica di competenza. Fare diventare le farmacie dei presidi polifunzionali mi sembra un po’ paradossale. Dopo 30 anni di abbandono nei nostri studi ci aspettavamo una proposta che ci permettesse di migliorare il nostro servizio». Sembra che si voglia ottimizzare il sistema, senza partire dalle certezze che ci sono. «La farmacia può diventare una sorta di supermercato della salute su strada – aggiunge Bartoletti – con uno scomodo conflitto di interessi. È sconcertante». Mentre ciò che si prevede per i medici di famiglia «non evoca scenari altrettanto liberistici». La prospettiva sembra fin troppo audace persino ai farmacisti. «Vogliamo riaffermare per le farmacie un ruolo di prima assistenza sanitaria per i cittadini nel pieno rispetto, però, dell'attività svolta dai medici di medicina generale», ha detto Arturo Salerni, presidente di Farmacap, aprendo ieri in Campidoglio il convegno “Per una nuova farmacia”.

«Il nostro progetto – ha spiegato Salerni - è quello di fare delle farmacie, soprattutto quelle in zone periferiche del territorio regionale, un punto di riferimento per le attività di primo soccorso come ad esempio l'utilizzo dei defibrillatori e elettrocardiografi, ma anche la possibilità di svolgere analisi di laboratorio di prima istanza».

Su una positiva evoluzione del ruolo delle farmacie si è espresso anche l'assessore alla Sanità della Regione, Augusto Battaglia.

«Dobbiamo concentrare la nostra attenzione soprattutto nelle zone in cui mancano i presidi ospedalieri e la farmacia può assolvere un compito più ampio - ha detto Battaglia – Nella provincia di Rieti è in fase di studio un progetto pilota per potenziare le farmacie in strutture che offrano multiservizi».

L'assessore comunale alle Politiche sociali, Raffaela Milano, ha sottolineato il ruolo prezioso di farmacie e medici di famiglia in periferia. Anche «la pediatria di famiglia è pronta al cambiamento – ha detto Antonio Palma, segretario regionale della Federazione Italiana Medici Pediatri – ma sul fronte della continuità assistenziale ci sono dei problemi numerici».

 

                                                                                                                                            

 

 

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