
NEWSLETTER n° 7
Una breve nota
del Presidente Arturo Salerni
In relazione alla richiesta formulata dal
Papa il 29 ottobre al Congresso dei farmacisti cattolici affinché'
venga riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza dei farmacisti
rispetto alla vendita di farmaci ritenuti “immorali”, il Presidente ha
rilasciato una nota che di seguito pubblichiamo, ripresa il giorno dopo dal
Corriere della Sera, Epolis, Liberazione ed il
Manifesto.
“L’Azienda speciale Farmacap
del Comune di Roma gestisce quaranta farmacie comunali, moltissime in realtà
periferiche, e svolge una costante attività di orientamento
e di presidio per la salute dei cittadini. L’attività di una azienda
pubblica – ed in particolare di quelle che operano nel campo sociale, sanitario
e farmaceutico – non è orientata alla ricerca del profitto ma a garantire un
servizio, ed rispondere alle esigenze della collettività. Operiamo in
situazioni in cui si concentrano problematiche complesse di carattere sociale e
sanitario. Operiamo bene, l’attività dei nostri farmacisti e dei nostri
operatori è apprezzata dai cittadini, sono tante le
richieste di apertura di farmacie comunali da parte dei comitati di cittadini.
Per dispensare una serie di prodotti, così come previsto dalle leggi, è
necessaria la ricetta di un medico. Il nostro è un servizio pubblico per
rispondere ad una complessiva domanda di salute; a tale servizio non possiamo
sottrarci. E certamente
chi opera nelle farmacie, di fronte alla legittima richiesta di un farmaco, non
può giudicare e sindacare sulle scelte e le esigenze dell’utente o del medico
che ha redatto una ricetta. Essendo il Presidente del Consiglio
d’Amministrazione di questa importante azienda
pubblica – di fronte alle richieste formulate da Benedetto XVI ai farmacisti
cattolici - devo ribadire che l’Azienda continuerà a svolgere il proprio
servizio pubblico, con la capillarità, la competenza e la dedizione che hanno
sempre improntato la nostra attività. La nostra realtà aziendale, il servizio
che prestiamo, la professionalità dei nostri operatori
costituiscono un patrimonio importante e da valorizzare. Nessun condizionamento
estraneo – per quanto autorevole – ci porterà fuori dalla missione che l’amministrazione cittadina ci
assegna, né ci condurrà a ridurre o limitare il nostro ruolo di operatori per
la salute dei cittadini”.
Arturo Salerni – Presidente
del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale
Farmasociosanitaria del Comune di Roma - Farmacap
Intervista alle coordinatrici dei nidi Farmacap Caterina Calabrese, Sabrina De Cinti e Alessia Carleschi
L'aumento delle iscrizioni negli asili nido gestiti
dalla Farmacap testimonia, per un verso di una
domanda generale, proveniente dalle famiglie romane, che è
in crescita costante.
Può però anche significare
che il Progetto Educativo Farmacap trova significativi riscontri. Quale è la
vostra idea nel merito?
Noi abbiamo avuto numerose
visite di genitori tra maggio e giugno passati, nel momento in cui si poteva
cominciare a presentare le richieste di iscrizione.
Prima di presentare la
domanda sono venuti per chiedere e per verificare il funzionamento dei nostri
nidi.
Hanno potuto tutti toccare
con mano l'ottimo risultato che avevamo registrato, in pochissimo tempo, in
nidi aperti da poco come quelli di Vertumno, Chiaramonti e Massimina.
Hanno personalmente constatato
l'esistenza di un lavoro intorno ai bambini, verificandolo per esempio in
momenti assolutamente centrali ed importanti in un asilo come il pranzo o nelle
diverse attività ludico-didattiche.
Hanno potuto riscontrare la
piena consapevolezza dei bimbi rispetto a tutto ciò che succedeva all'interno
del nido e questo li ha convinti a fare richiesta specifica scegliendo i nostri
nidi. Il tipo di servizio evidentemente ha corrisposto pienamente alle loro
esigenze.
Certo, abbiamo avuto alcune
difficoltà a ripartire quest'anno rispetto al
programma che ci eravamo date in chiusura del ciclo
scolastico precedente, ma con il superamento di alcune iniziali carenze di
organico tutto torna ad una situazione di stabilità che ci permette di
riproporre un ottimo lavoro come quello dell'anno trascorso, peraltro con un
personale che veniva in gran parte da esperienze precedenti variegate e con una
formazione purtroppo ridotta.
Siamo riuscite però a
colmare il “gap” e questo rappresenta per noi motivo di grande
soddisfazione. La formazione è sicuramente uno degli aspetti più importanti,
richiede continuità ed anche capacità di sviluppo, occorre essere al passo con
i bimbi che
modificano, cambiano, crescendo, le loro esigenze e comportamenti, sono in
continua evoluzione. Una cosa importante è avere il materiale, la disponibilità
di tempo per formare il personale ad entrare in contatto con il progetto e
portarlo avanti.
Inoltre dobbiamo essere degli
ottimi osservatori per potere rispondere sempre di più alle esigenze del bambino,
sapendone cogliere le capacità. Il Progetto educativo è calibrato su ogni
bambino, non solo sul totale dei bimbi. Ad ognuno dobbiamo essere in grado di
poter dare la giusta risposta, diversa magari da quella data ad un altro. Nulla
può essere lasciato al caso, la programmazione è
fondamentale.
Un esempio concreto ci
viene dall'inserimento. Non ha una durata predefinita nei nostri nidi, è anche
il genitore a decidere i tempi assieme a noi e se ritiene può prolungarlo
finché lo ritiene necessario. Insomma, è un Progetto,
il nostro, a “misura di bambino” e della sua famiglia.
Ma quale
è la vostra aspettativa rispetto all'avvio di questo nuovo ciclo scolastico?
Con quale spirito lo affronterete?
E' molto alta, nonostante
una carenza di organico iniziale e la relativa
difficoltà in un periodo così delicato come quello degli inserimenti.
Ripartiamo con la certezza
della piena fiducia del personale intero rispetto al progetto educativo.
Nonostante l'anno passato molte educatrici non avessero la certezza che
ci potesse essere una minima garanzia di continuità, perché l'affidamento anche
per quest'anno dei nidi comunali alla nostra gestione
non era per nulla scontato, tutti hanno dato il massimo ed alla fine possiamo
dire che, in qualche modo, il lavoro ha pagato. Questa è stata e sarà la
motivazione fondamentale e la nostra grande certezza.
Certo, affinché le nostre aspettative vengano mantenute, ci sono anche alcune
necessità, come quelle legate ai materiali che servono per la didattica, che
però abbiamo fiducia arrivino presto.
Ci sono tra i nidi che
gestite, alcuni che meritano una menzione particolare, per peculiarità proprie
o per fase di avanzamento del Progetto educativo?
C'è il nido di Casetta
Gianni che già si trova in un posto splendido, e questa particolarità non è
certo secondaria per una struttura in cui i bimbi passano molto del loro tempo,
è un piccolo paradiso che ben si presta al nostro sforzo di armonizzare gli
spazi interni e di organizzarci intorno ai bisogni che i bambini hanno in
questo momento.
Poi ci sono altri nidi, è
il caso di Spazio Be.Bi, dove sono stati svolti anche
lavori di ammodernamento interno, di ristrutturazione
degli spazi, anche in seguito alle osservazioni sui bisogni dei bambini che
suggerivano questi cambiamenti. In generale, comunque,
il clima è buono in tutte le strutture e la nostra scommessa è di renderlo
ancora migliore.
Intervista a Sergio Cardinali, del C.d.a. della Farmacap
Tu provieni dal mondo sindacale. Ormai da qualche mese
sei stato chiamato a comporre il Consiglio di Amministrazione
della FARMACAP.
Quale è il quadro che hai
dell'attività di questa Azienda?
Devo dire di essere rimasto
piacevolmente sorpreso dallo scoprire le attività che svolge questa
azienda. Sono attività molto importanti che io non conoscevo
a fondo ma, in verità, piuttosto genericamente.
Conoscevo
infatti solo l'esistenza delle farmacie comunali e sapevo che facevano
capo alla FARMACAP, ma non potevo immaginare il ruolo delle farmacie sul
territorio in termini di assistenza sanitaria. E' stata una piacevole scoperta
unita a quella di altri settori di attività che
sembrano distanti tra loro, ma invece non lo sono affatto. Accanto alle
farmacie, che rappresentano il “core business”
aziendale, ci sono sia i servizi legati all'assistenza ai bambini, gli asili
nido, sia i servizi legati all'assistenza agli anziani, il telesoccorso e la teleassistenza. Sono solo apparentemente distanti, dicevo:
in realtà sono punti di forza del “sociale” molto, ma molto importanti in una
città come
quella in cui viviamo.
Mi sono reso conto che ci
sono molte cose da fare.
Indubbiamente il ruolo
istituzionale affidato alla FARMACAP, sconta purtroppo come tutti i servizi
legati al Comune, agli Assessorati, alcune lentezze. Per fare delle cose ci vogliono tempi spesso troppo lunghi, la macchina “burocratica” è
complessa. Questo aspetto non lo avevo sinceramente considerato, forse perché
la mia precedente esperienza mi aveva abituato ad una maggiore dinamicità.
Entriamo nel merito. Ci
sono a tuo avviso possibilità di sviluppo per un'azienda cresciuta anche a
dispetto di alcune difficoltà oggettive?
Se dovessi idealmente riscrivere
la mappatura di questa azienda
lo farei tenendo conto del fatto che l'azienda ha tre settori.
I tre settori adeguatamente
governati potrebbero affrontare molte problematiche del “sociale”, a partire dall'assistenza sanitaria.
L'assistenza sanitaria sul
territorio, con alcuni adeguamenti che sono già stati predisposti dal Consiglio
di Amministrazione rispetto alle linee guida e che
sinteticamente vanno a definirsi nel progetto di “nuova farmacia”, è un punto
fondamentale. Tra l'altro avere su questo un legame forte con il Ministero
della Salute che ha ripreso, facendole proprie, molte di queste linee guida
innovative, è un dato importantissimo. Su questo terreno si possono prendere e
sviluppare nuove iniziative che favoriscano il disegno sanitario così come viene delineato anche dal Ministero della Salute.
Altra cosa è la possibilità
di ampliamento di servizi nelle farmacie nei confronti
di anziani e non autosufficienti, su cui questa azienda ha già un ruolo, che
però può ulteriormente consolidarsi, specialmente se si riescono a superare
alcune resistenze.
Così come, per rimanere al
settore dei servizi agli anziani, la teleassistenza e
il telesoccorso si possono sviluppare e consolidare
valorizzando tra l'altro la già apprezzata professionalità degli operatori. E'
un settore che merita una particolare attenzione, pur nelle difficoltà
economiche generali che, mi rendo conto hanno una loro comprensibile rilevanza.
Anche le belle idee debbono confrontarsi con la realtà
dei fatti, ma ho capito anche che il il C.d.A. è fortemente impegnato su questo versante.
Sugli asili nido, infine.
Qualcuno dice che ci sono stati affidati
impropriamente dal Comune. In realtà proprio perché parliamo di “servizio
sociale”, anche gli asili possono far parte del “core business” di questa azienda. Però anche qui scontiamo alcune difficoltà
oggettive determinate dal contesto. In primo luogo vengono percepiti come un servizio “istituzionale”, quindi
affidato al Comune. Capisco che l'affido ad un soggetto “terzo” possa creare
perplessità. C'è un accordo sottoscritto tra le parti sociali e il Comune di reinternalizzazione di questi servizi ed è chiaro che
avendo noi a cuore le sorti degli operatori che fanno parte di questo comparto,
come C.d.A. dobbiamo trovare
una formula che possa garantire loro il futuro. Io penso che non sia
disdicevole che si possa continuare nella gestione degli asili nido, ma dovremo
trovare con il Comune la forma che non contrasti con l'accordo citato e che
metta anche noi in grado di dare una risposta a chi, per così dire, si è
affidato a noi per un lavoro.
Pensi che la tua passata
esperienza sindacale possa esserti utile come tipo di sensibilità,
nell'esperienza che stai facendo in questa azienda?
Devo dire
che ho trovato nel Consiglio di Amministrazione una forte sintonia, c'è
attenzione sia rispetto alle finalità dell'azienda che rispetto alla condizione
dei lavoratori.
Purtroppo le difficoltà che
ci sono spesso derivano da una difficoltà di razionalizzazione dei costi che a
volte spinge ad una riflessione su come queste aziende comunali vengano lasciate funzionare dal Comune nella giusta
autonomia, ma senza i necessari legami e collaborazione che se ci fossero
consentirebbero di diminuire molto alcuni costi, senza intervenire sul costo
del lavoro.
Comunque, senza alimentare né
trionfalismi né illusioni credo che alla luce della comune sensibilità ed unità
di intenti che ho trovato nel C.d.A., si possano
trovare soluzioni e raggiungere risultati importanti, anche grazie alle
professionalità presenti all'interno dell'Azienda.
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