NEWSLETTER  7

                     

                                                          

Sommario:

           

 

        Nota del Presidente

 

        Intervista alle coordinatrici

 

        Intervista a Sergio Cardinali

 

 

 

                                                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                            

  Una breve nota del Presidente Arturo Salerni

 

 

In relazione alla richiesta formulata dal Papa il 29 ottobre al Congresso dei farmacisti cattolici affinché' venga riconosciuto il diritto all'obiezione di coscienza dei farmacisti rispetto alla vendita di farmaci ritenuti “immorali”, il Presidente ha rilasciato una nota che di seguito pubblichiamo, ripresa il giorno dopo dal Corriere della Sera, Epolis, Liberazione ed il Manifesto.

 

“L’Azienda speciale Farmacap del Comune di Roma gestisce quaranta farmacie comunali, moltissime in realtà periferiche, e svolge una costante attività di orientamento e di presidio per la salute dei cittadini. L’attività di una azienda pubblica – ed in particolare di quelle che operano nel campo sociale, sanitario e farmaceutico – non è orientata alla ricerca del profitto ma a garantire un servizio, ed rispondere alle esigenze della collettività. Operiamo in situazioni in cui si concentrano problematiche complesse di carattere sociale e sanitario. Operiamo bene, l’attività dei nostri farmacisti e dei nostri operatori è apprezzata dai cittadini, sono tante le richieste di apertura di farmacie comunali da parte dei comitati di cittadini. Per dispensare una serie di prodotti, così come previsto dalle leggi, è necessaria la ricetta di un medico. Il nostro è un servizio pubblico per rispondere ad una complessiva domanda di salute; a tale servizio non possiamo sottrarci. E  certamente chi opera nelle farmacie, di fronte alla legittima richiesta di un farmaco, non può giudicare e sindacare sulle scelte e le esigenze dell’utente o del medico che ha redatto una ricetta. Essendo il Presidente del Consiglio d’Amministrazione di questa importante azienda pubblica – di fronte alle richieste formulate da Benedetto XVI ai farmacisti cattolici - devo ribadire che l’Azienda continuerà a svolgere il proprio servizio pubblico, con la capillarità, la competenza e la dedizione che hanno sempre improntato la nostra attività. La nostra realtà aziendale, il servizio che prestiamo, la professionalità dei nostri operatori costituiscono un patrimonio importante e da valorizzare. Nessun condizionamento estraneo – per quanto autorevole – ci porterà fuori dalla  missione che l’amministrazione cittadina ci assegna, né ci condurrà a ridurre o limitare il nostro ruolo di operatori per la salute dei cittadini”.

 

Arturo Salerni – Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale Farmasociosanitaria del Comune di Roma - Farmacap

 

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  Intervista alle coordinatrici dei nidi Farmacap Caterina Calabrese, Sabrina De Cinti e Alessia Carleschi

 

 

 

 

L'aumento delle iscrizioni negli asili nido gestiti dalla Farmacap testimonia, per un verso di una domanda generale, proveniente dalle famiglie romane, che è in crescita costante.

Può però anche significare che il Progetto Educativo Farmacap trova significativi riscontri. Quale è la vostra idea nel merito?

 

Noi abbiamo avuto numerose visite di genitori tra maggio e giugno passati, nel momento in cui si poteva cominciare a presentare le richieste di iscrizione.

Prima di presentare la domanda sono venuti per chiedere e per verificare il funzionamento dei nostri nidi.

Hanno potuto tutti toccare con mano l'ottimo risultato che avevamo registrato, in pochissimo tempo, in nidi aperti da poco come quelli di Vertumno, Chiaramonti e Massimina.

Hanno personalmente constatato l'esistenza di un lavoro intorno ai bambini, verificandolo per esempio in momenti assolutamente centrali ed importanti in un asilo come il pranzo o nelle diverse attività ludico-didattiche.

Hanno potuto riscontrare la piena consapevolezza dei bimbi rispetto a tutto ciò che succedeva all'interno del nido e questo li ha convinti a fare richiesta specifica scegliendo i nostri nidi. Il tipo di servizio evidentemente ha corrisposto pienamente alle loro esigenze.

Certo, abbiamo avuto alcune difficoltà a ripartire quest'anno rispetto al programma che ci eravamo date in chiusura del ciclo scolastico precedente, ma con il superamento di alcune iniziali carenze di organico tutto torna ad una situazione di stabilità che ci permette di riproporre un ottimo lavoro come quello dell'anno trascorso, peraltro con un personale che veniva in gran parte da esperienze precedenti variegate e con una formazione purtroppo ridotta.

Siamo riuscite però a colmare il “gap” e questo rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione. La formazione è sicuramente uno degli aspetti più importanti, richiede continuità ed anche capacità di sviluppo, occorre essere al passo con i bimbi  che modificano, cambiano, crescendo, le loro esigenze e comportamenti, sono in continua evoluzione. Una cosa importante è avere il materiale, la disponibilità di tempo per formare il personale ad entrare in contatto con il progetto e portarlo avanti.

Inoltre dobbiamo essere degli ottimi osservatori per potere rispondere sempre di più alle esigenze del bambino, sapendone cogliere le capacità. Il Progetto educativo è calibrato su ogni bambino, non solo sul totale dei bimbi. Ad ognuno dobbiamo essere in grado di poter dare la giusta risposta, diversa magari da quella data ad un altro. Nulla può essere lasciato al caso, la programmazione è fondamentale.

Un esempio concreto ci viene dall'inserimento. Non ha una durata predefinita nei nostri nidi, è anche il genitore a decidere i tempi assieme a noi e se ritiene può prolungarlo finché lo ritiene necessario. Insomma, è un Progetto, il nostro, a “misura di bambino” e della sua famiglia.

 

Ma quale è la vostra aspettativa rispetto all'avvio di questo nuovo ciclo scolastico? Con quale spirito lo affronterete?

 

E' molto alta, nonostante una carenza di organico iniziale e la relativa difficoltà in un periodo così delicato come quello degli inserimenti.

Ripartiamo con la certezza della piena fiducia del personale intero rispetto al progetto educativo.

Nonostante l'anno passato molte educatrici non avessero la certezza che ci potesse essere una minima garanzia di continuità, perché l'affidamento anche per quest'anno dei nidi comunali alla nostra gestione non era per nulla scontato, tutti hanno dato il massimo ed alla fine possiamo dire che, in qualche modo, il lavoro ha pagato. Questa è stata e sarà la motivazione fondamentale e la nostra grande certezza.

Certo, affinché le nostre aspettative vengano mantenute, ci sono anche alcune necessità, come quelle legate ai materiali che servono per la didattica, che però abbiamo fiducia arrivino presto.

 

Ci sono tra i nidi che gestite, alcuni che meritano una menzione particolare, per peculiarità proprie o per fase di avanzamento del Progetto educativo?

 

C'è il nido di Casetta Gianni che già si trova in un posto splendido, e questa particolarità non è certo secondaria per una struttura in cui i bimbi passano molto del loro tempo, è un piccolo paradiso che ben si presta al nostro sforzo di armonizzare gli spazi interni e di organizzarci intorno ai bisogni che i bambini hanno in questo momento.

Poi ci sono altri nidi, è il caso di Spazio Be.Bi, dove sono stati svolti anche lavori di ammodernamento interno, di ristrutturazione degli spazi, anche in seguito alle osservazioni sui bisogni dei bambini che suggerivano questi cambiamenti. In generale, comunque, il clima è buono in tutte le strutture e la nostra scommessa è di renderlo ancora migliore.

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  Intervista a Sergio Cardinali, del C.d.a. della Farmacap

 

 

 

Tu provieni dal mondo sindacale. Ormai da qualche mese sei stato chiamato a comporre il Consiglio di Amministrazione della FARMACAP.

Quale è il quadro che hai dell'attività di questa Azienda?

 

Devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dallo scoprire le attività che svolge questa azienda. Sono attività molto importanti che io non conoscevo a fondo ma, in verità, piuttosto genericamente.

Conoscevo infatti solo l'esistenza delle farmacie comunali e sapevo che facevano capo alla FARMACAP, ma non potevo immaginare il ruolo delle farmacie sul territorio in termini di assistenza sanitaria. E' stata una piacevole scoperta unita a quella di altri settori di attività che sembrano distanti tra loro, ma invece non lo sono affatto. Accanto alle farmacie, che rappresentano il “core business” aziendale, ci sono sia i servizi legati all'assistenza ai bambini, gli asili nido, sia i servizi legati all'assistenza agli anziani, il telesoccorso e la teleassistenza. Sono solo apparentemente distanti, dicevo: in realtà sono punti di forza del “sociale” molto, ma molto importanti in una città  come quella in cui viviamo.

Mi sono reso conto che ci sono molte cose da fare.

Indubbiamente il ruolo istituzionale affidato alla FARMACAP, sconta purtroppo come tutti i servizi legati al Comune, agli Assessorati, alcune lentezze. Per fare delle cose ci vogliono tempi spesso troppo lunghi, la macchina “burocratica” è complessa. Questo aspetto non lo avevo sinceramente considerato, forse perché la mia precedente esperienza mi aveva abituato ad una maggiore dinamicità.

 

Entriamo nel merito. Ci sono a tuo avviso possibilità di sviluppo per un'azienda cresciuta anche a dispetto di alcune difficoltà oggettive?

 

Se dovessi idealmente riscrivere la mappatura di questa azienda lo farei tenendo conto del fatto che l'azienda ha tre settori.

I tre settori adeguatamente governati potrebbero affrontare molte problematiche del “sociale”, a partire dall'assistenza sanitaria.

L'assistenza sanitaria sul territorio, con alcuni adeguamenti che sono già stati predisposti dal Consiglio di Amministrazione rispetto alle linee guida e che sinteticamente vanno a definirsi nel progetto di “nuova farmacia”, è un punto fondamentale. Tra l'altro avere su questo un legame forte con il Ministero della Salute che ha ripreso, facendole proprie, molte di queste linee guida innovative, è un dato importantissimo. Su questo terreno si possono prendere e sviluppare nuove iniziative che favoriscano il disegno sanitario così come viene delineato anche dal Ministero della Salute.

Altra cosa è la possibilità di ampliamento di servizi nelle farmacie nei confronti di anziani e non autosufficienti, su cui questa azienda ha già un ruolo, che però può ulteriormente consolidarsi, specialmente se si riescono a superare alcune resistenze.

Così come, per rimanere al settore dei servizi agli anziani, la teleassistenza e il telesoccorso si possono sviluppare e consolidare valorizzando tra l'altro la già apprezzata professionalità degli operatori. E' un settore che merita una particolare attenzione, pur nelle difficoltà economiche generali che, mi rendo conto hanno una loro comprensibile rilevanza. Anche le belle idee debbono confrontarsi con la realtà dei fatti, ma ho capito anche che il il C.d.A. è fortemente impegnato su questo versante.

Sugli asili nido, infine. Qualcuno dice che ci sono stati affidati impropriamente dal Comune. In realtà proprio perché parliamo di “servizio sociale”, anche gli asili possono far parte del “core business” di questa azienda. Però anche qui scontiamo alcune difficoltà oggettive determinate dal contesto. In primo luogo vengono percepiti come un servizio “istituzionale”, quindi affidato al Comune. Capisco che l'affido ad un soggetto “terzo” possa creare perplessità. C'è un accordo sottoscritto tra le parti sociali e il Comune di reinternalizzazione di questi servizi ed è chiaro che avendo noi a cuore le sorti degli operatori che fanno parte di questo comparto, come C.d.A. dobbiamo trovare una formula che possa garantire loro il futuro. Io penso che non sia disdicevole che si possa continuare nella gestione degli asili nido, ma dovremo trovare con il Comune la forma che non contrasti con l'accordo citato e che metta anche noi in grado di dare una risposta a chi, per così dire, si è affidato a noi per un lavoro.

 

Pensi che la tua passata esperienza sindacale possa esserti utile come tipo di sensibilità, nell'esperienza che stai facendo in questa azienda?

 

Devo dire che ho trovato nel Consiglio di Amministrazione una forte sintonia, c'è attenzione sia rispetto alle finalità dell'azienda che rispetto alla condizione dei lavoratori.

Purtroppo le difficoltà che ci sono spesso derivano da una difficoltà di razionalizzazione dei costi che a volte spinge ad una riflessione su come queste aziende comunali vengano lasciate funzionare dal Comune nella giusta autonomia, ma senza i necessari legami e collaborazione che se ci fossero consentirebbero di diminuire molto alcuni costi, senza intervenire sul costo del lavoro.

Comunque, senza alimentare né trionfalismi né illusioni credo che alla luce della comune sensibilità ed unità di intenti che ho trovato nel C.d.A., si possano trovare soluzioni e raggiungere risultati importanti, anche grazie alle professionalità presenti all'interno dell'Azienda.

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